Metodo di calcolo del carico di punta
Questo calcolatore verifica un montante (pilastro) a resistenza e stabilità sotto carico di punta. Il calcolo si basa sul confronto tra le tensioni reali e la resistenza di progetto del materiale e sulla considerazione del buckling tramite un fattore di instabilità longitudinale. È adatto per un predimensionamento della sezione e per stimare la riserva per una data lunghezza e un carico assiale.
Riferimenti e raccomandazioni
Norme di progetto. Per l’acciaio un riferimento comune è EN 1993-1-1 (Eurocodice 3). Per il legno EN 1995-1-1 (Eurocodice 5). Per il calcestruzzo armato EN 1992-1-1 (Eurocodice 2). I principi generali di affidabilità e le combinazioni di azioni sono trattati in EN 1990 (Eurocodice 0).
Lunghezza efficace del pilastro. Per prima cosa si determina la lunghezza efficace l0 (m) come la lunghezza geometrica L (m) moltiplicata per il coefficiente di lunghezza efficace m:
l0 = m · L
Il calcolatore usa valori tipici di m per rappresentare i vincoli agli estremi. Il valore selezionato di m viene arrotondato ai seguenti valori: 1.0, 0.8, 0.65, 2.2.
Area della sezione. L’area A è usata in mm2. Per una sezione circolare piena:
A = π · d² / 4
Per un tubo circolare, l’area è la differenza tra il cerchio esterno e quello interno. Il diametro interno è assunto pari a d - 2t.
Raggio d’inerzia. Per valutare la snellezza serve il raggio d’inerzia i (mm). Per una sezione a I si ricavano i momenti d’inerzia Ix, Iy (mm4) e i raggi d’inerzia rispetto agli assi:
i_x = √(I_x / A), i_y = √(I_y / A)
La snellezza viene poi verificata rispetto all’asse “più sfavorevole” (si usa il valore massimo). Questo significa che il montante è controllato nella direzione in cui instabilizza più facilmente.
Snellezza. La snellezza λ (adimensionale) si calcola dalla lunghezza efficace e dal raggio d’inerzia:
λ = l0 · 1000 / i
Il fattore 1000 converte i metri in millimetri, così le unità risultano coerenti.
Tensione da forza assiale. Con una forza assiale N in kN, la tensione σ si calcola in MPa (poiché 1 N/mm² = 1 MPa):
σ = N · 1000 / A
Se σ è minore o uguale alla resistenza di progetto del materiale Rd (MPa), la verifica di resistenza è soddisfatta.
Fattore di instabilità longitudinale. La stabilità è considerata tramite un fattore φ, che riduce la resistenza con l’aumentare della snellezza.
Per gli elementi in legno si usa una relazione a tratti con cambio a λ = 70:
per λ ≤ 70: φ = 1 − 0.8 · (λ/100)²
per λ > 70: φ = 3000 / λ²
Per gli altri gruppi di materiali si applica una dipendenza tabellata/lineare φ(λ) nell’intervallo 0…200, riducendosi gradualmente da circa 1.00 a circa 0.16. Per λ > 200 il requisito di snellezza è considerato non soddisfatto.
Verifica di stabilità per resistenza. Si calcola un rapporto di utilizzo (adimensionale):
η = N · 1000 / (A · φ · R_d)
Se η ≤ 1, la stabilità per resistenza è soddisfatta. Questo è equivalente a verificare σ ≤ φ · R_d.
Snellezza limite. Inoltre si seleziona una snellezza limite λlim in funzione del livello di utilizzo η. Internamente viene usato un parametro α, limitato a 0.5…1.0, e poi:
α = clamp( σ / (φ · R_d), 0.5, 1.0 )
λ_lim = 180 − 60 · α
Questo produce λlim circa da 150 (a tensioni più basse) fino a 120 (a utilizzo più elevato). Il requisito è soddisfatto se λ < λ_lim.
Stabilità locale per sezioni a I. Per alcune sezioni sottili si usa anche una “snellezza ridotta”:
λ̄ = λ · √(R_d / E)
Qui E è il modulo elastico (MPa). Valori tipici usati nel calcolatore: E = 10000 (legno), E = 200000 (acciaio), E = 30000 (calcestruzzo armato). In base a λ̄ vengono scelti limiti per anima e ala. Poi si calcolano le snellezze di anima e ala da rapporti larghezza/spessore e si confrontano con i limiti. Come orientamento, il calcolatore può anche mostrare un passo consigliato dei irrigidimenti:
s ≈ 3 · h_w
dove hw è l’altezza efficace dell’anima (mm) o una dimensione caratteristica equivalente per l’elemento sottile selezionato.
FAQs
Perché il carico si inserisce in kN, ma la tensione è in MPa?
Il calcolo usa σ = N·1000/A. La forza assiale N in kN viene convertita in N moltiplicando per 1000, mentre l’area è in mm2. Il risultato è N/mm2, numericamente uguale a MPa.
A cosa serve il coefficiente di lunghezza efficace m?
Rappresenta come i vincoli agli estremi influenzano il buckling. Con minore vincolo, la lunghezza efficace aumenta, la snellezza cresce e il fattore φ diminuisce.
Perché si usa la snellezza massima rispetto a due assi?
Per sezioni non simmetriche o sottili, la stabilità dipende dalla direzione. Il calcolatore prende l’asse più sfavorevole perché l’instabilità avverrà attorno all’asse con la snellezza maggiore.
Cosa significa la condizione η ≤ 1 nella verifica di stabilità?
Significa che il carico applicato non supera la resistenza ridotta considerando il buckling: N ≤ A·φ·R_d/1000. Se η è maggiore di 1, il montante è sovrasollecitato per le ipotesi adottate.
Perché c’è anche la verifica λ < λ_lim?
Limita elementi eccessivamente snelli anche se la verifica per resistenza sembra accettabile. In questo calcolatore, λlim si riduce automaticamente quando aumenta l’utilizzo, rendendo il requisito di snellezza più severo per montanti più caricati.